Canapa Sativa: è ora di piantarla

Dal 1997 il Ministero delle Politiche agricole autorizza la coltivazione della canapa sativa, purchè contenga meno dello 0,2% di Thc, uno dei principi attivi della cannabis, che ha effetti antidolorifici e curativi, ma anche stupefacenti. La cannabis non richiede particolari innaffiature e concimazioni, resiste ai parassiti, contrasta i rischi idrogeologici e disinquina i terreni.
Grazie all’approvazione della legge sulla promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, del novembre 2016, è possibile seminare la cannabis con meno di 0,2 Tch senza autorizzazioni o comunicazioni alle Forze dell’ordine.
Basta conservare i cartellini della semente per almeno un anno.
La canapa è una risorsa per vivere meglio! Non si butta via niente: i semi si mangiano, si spremono per l’olio, se ne ricava farina, proteica e ideale per i celiaci. Ci si fa la birra e il caffè. Le infiorescenze servono per tisane e cosmetici. I fusti per fibre tessili, materiali per l’edilizia, isolanti e fonoassorbenti, per la bioplastica.
In epoca fascista la usavano per confezionare corde, lenzuola, tessuti. L’avvento del boom economico ha imposto sul mercato le fibre sintetiche.
Oggi sono oltre 300 le aziende agricole che l’hanno riscoperta
I semi e l’olio crudo sono ricchi di grassi insaturi e vitamine essenziali, con elevato potenziale nutraceutico e antinfiammatorio. La cannabis può aiutare chi soffre di Sla, sindrome di Tourette, Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla….
Il decreto Lorenzin del 9 novembre 2015, ha autorizzato le farmacie a dispensare cannabis e trasformarla in prodotti galenici.